VIETNAM
Sono stato in viaggio in Vietnam alla fine del 2015. Anche qui su sollecitazione di alcuni amici e non senza qualche pregiudizio. Non ebbi il tempo di approfondire nella fretta di predisporre le giornate di ferie, informarmi delle temperature e organizzare la mia partecipazione.
Pensavo ad un viaggio limitato e limitante nelle sue opportunità e il cambio di aereo e l’arrivo a serata inoltrata mi fece venire più di un dubbio.
Il giorno dopo la visita – doverosa anche per i giri turistici – al mausoleo dedicato ad Ho Chi Minh e la presenza, per me sorprendente di tanti giovani e giovanissimi largamente al di sotto dei 40 anni [la guerra finì nel 1975]. Scolaresche per capire e conoscere, ragazzini e ragazze che crescono con una rara schiena dritta per larga parte dei ragazzi occidentali ed italiani in particolare.
Poi la città grande e l’ordinato caos di decine di migliaia di lavoratori tra i 18 ed i 40 anni che si muovono dalle periferie al centro per il lavoro. Tutti fermi al semaforo rosso, tutti insieme e nessuno urta nessuno in un incrocio di 10 metri per dieci in cui passa di tutto: biciclette, motocicli, motorini, moto, moto sportive, tricicli, bus, grandi bus, auto piccole, utilitarie ed auto grandi, auto militari e di aziende private, camion e perfino i bus turistici… e tutto si ferma all’apparire del rosso… (migliaia di passaggi per ogni incrocio e per ogni semaforo e nessuno urta nessuno).
Aziende locali, la Samsung della madre Corea che da tanto lavoro, il PIL del Paese che sale, l’istruzione al primo posto e riesco perfino ad entrare in una scuola dove mi aspettano cordialità. gentilezza e sorrisi di maestre adulte (tra i 25 ed i 35 anni) e tanti bellissimi sorridenti bambine e bambini.
Poi la storia, la cultura orientale, i colonna + , poi di

Alcune foto sono oggetto di brevi racconti nella sezione Racconti & Storie





































































































